Non è dalla benevolenza del macellaio, del birraio o del fornaio che ci aspettiamo il nostro desinare, ma dalla considerazione del loro interesse personale. Non ci rivolgiamo alla loro umanità, ma al loro egoismo e parliamo dei loro vantaggi, e mai delle nostre necessità
Non sono mai stato un fan di Lucio Dalla, benchè, come un po’ tutti credo, ci sono alcune canzoni che, non si sa come, si sanno a memoria. Ed è proprio questo “saperle a memoria”, perchè le si sono sentite tante volte cantare ai nostri genitori fin da quando eravamo piccoli, o perchè spesso si sente il ritornello in tv, o per altri milioni di motivi, bè tutto ciò, rende il tutto meccanico, non si fa attenzione alle parole, forse perchè siamo stati abituati a sentirle, non a capirle, siamo stati abituati a cantarle, non a soffermarci sul testo. Ecco che quando canzoni come questa vengono parafrasate, tradotte, esplicate, capite, e contestualizzate, ci si rende conto del perchè della grande fama di artisti del calibro di Lucio Dalla, ci si rende conto di perchè cantautori come lui possono essere definiti senza alcuna remora poeti. Ecco che quindi il testo si apre, si rivela per quello che è, come è stato pensato, come è stato concepito, e come la velleità poetica si possa trasformare in musica. E se questa parafrasi viene fatta da un altro poeta, tutto assume un altro senso, viaggia in un’altra dimensione che spesso è latente perchè siamo noi a non farci caso, non perchè il testo sia criptico. Un invito quindi, che seguirò io stesso: parafrasate i testi dei grandi cantautori italiani, perchè se sono davvero grandi come li definiscono e se hanno la fama che hanno, un motivo ci sarà.
Il mistero della morte di Whitney
Se davvero c’è una cosa che mi affascina e mi intriga è il mistero. Ben inteso, non gli avvistamenti di UFO o saccenti chiromanti, e compagnia bella. Ma c’è un sito, www.vigilantcitizen.com (“Il cittadino vigile”, nome già molto eloquente), che scoprii tanto tempo fa non so come, che è una miniera inesauribile di notizie su misteri, complotti internazionali, NWO, Illuminati, Massoneria, Mind-controlling e chi più ne ha più ne metta. Consigli per l’uso: andatevi a leggere, se avete tanto tempo, e se siete realmente interessati, i post più vecchi, quelli che parlano delle sopracitate tematiche in termini generali, perchè mano a mano che si va avanti nei post, i riferimenti sono davvero tanti, e per i “neofiti” sono anche spesso incomprensibili. Unica pecca: è in inglese, ma con un po’ di pazienza, un vocabolario e una solida base di inglese, si traduce tutto. Quindi un sito assolutamente consigliato a chi, come me, è ahimè estremamente attratto da tematiche del genere. Metto in chiaro: non professo che sia tutto oro quel che luccica in quel sito, ma spesso gli articoli sono così ben articolati (scusate il gioco di parole) e dettagliati, che almeno un minuscolo dubbio che tutto ciò che viene trattato sia vero, riescono ad instillartelo.

Ieri sera mi sono soffermato su un articolo a proposito della misteriosa morte di Whitney Houston e dei seguitissimi Grammy di quest’anno. Il sito mette in dubbio che la morte della famosa cantante sia avvenuta accidentalmente e a causa dell’abuso di droga, ma al contrario, che sia stata voluta, controllata, pianificata. Oltre all’aspetto cabalistico (riguardante la valenza dei numeri-simbolo; in questo caso il numero 11, che rappresenta “la trasgressione della legge, ribellione, guerra, peccato, stregoneria e martirio” pare sia estremamente ricorrente), l’articolo verte sia su alcuni dati forniti da testimoni attendibili (che forniscono dettagli assolutamente contrastanti con la versione ufficiale della morte della cantante), sia sulla presenza costante di un “losco figuro” che misteriosamente si aggira negli ultimi momenti di personaggi famosi (tra tutti, la stessa Whitney e Michael Jackson), sia sullo stato mentale della Houston un paio di mesi prima della sua morte (e in questa parte si fa riferimento agli Illuminati, al mind-controlling, alla pressione psicologica, ecc), sia sul simbolismo palese/occulto e macabro, dei Grammy che si sono svolti poco dopo il decesso (si fa riferimento all’esibizione di Nikki Minaj, che ricorda tanto una messa nera, al “We take care of our own” di Bruce Springsteen, che è diventato quasi il motto di questi Grammy, ecc), il tutto imbastito e supportato da interviste, anche di personaggi famosi (es.: Celine Dion), link ad articoli interni ed esterni al sito, e tanto altro materiale “probatorio”. L’articolo è davvero lungo, e non voglio farne un riassunto, il mio è solo un consiglio: leggetelo, e anche se non ci credete (anche io sono un po’ diffidente onestamente), l’appagamento della vostra curiosità è garantito.
Qui il link: http://vigilantcitizen.com/musicbusiness/whitney-houston-and-the-2012-grammy-awards-mega-ritual/
Jimi Hendrix - Hey Jove (Live at Monterey Pop Festival 1967)
- TrackName: I Can't Quit You Baby
Led Zeppelin - I Can’t Quit You Baby
Nuovo cantante per i Queen
Stavolta, dopo la bufala dell’arruolamento di Axl Rose tra le file dei Queen “post-Freddie”, pare che la notizia sia vera; Adam Lambert, pupillo di American Idol (del 2009), dichiaratamente omosessuale, canterà con Brian May e Roger Taylor. I nostalgici criticheranno, e non nascondo che un certo scetticismo serpeggia anche dentro di me, ma forse perchè sono eccessivamente legato a Freddie Mercury. Staremo a vedere cosa combinerà.
Qui il link della notizia: http://blog.panorama.it/culturaesocieta/2012/02/23/queen-il-nuovo-cantante-arriva-da-american-idol/
1a Stagione Supernatural in italiano
Dopo la chiusura di Megavideo, trovare questo telefilm in streaming è davvero un’impresa; anche Veoh e Videoweed l’hanno rimosso dai server. Questo pare sia uno dei pochi, se non l’unico, link funzionante. Unica pecca: mancano gli ultimi due episodi
Sbarca l’Italiano su WoW
Pochi minuti fa, un mio amico (borntoburnlies.tumblr.com) mi ha portato a conoscenza del fatto che la Blizzard ha, più o meno finalmente, dato vita ai server interamente in italiano. L’attesa effettivamente era tanta, specie se si tiene conto che c’erano tante lingue per i server e noi gamers italiani ci sentivamo un po’ esclusi effettivamente. L’idea è buona, ma come tutte le cose su questo mondo, ci sono i pro e i contro, a mio parere:
PRO:
- Finalmente si capiscono appieno le Quest, i Cinematics, e tutta la storia che sorregge il gioco. Di fatti, benchè fosse già altamente assuefacente prima dei server italiani, avere una cognizione globale del gioco, delle abilità, delle missioni, e di tutto il resto, potrebbe aiutare il gamer a sentirsi ancora più parte integrante del gioco stesso, con la conseguenza che questo si faccia ancora più “additing”
- Più nessun problema per quest che non si capiva cosa volessero da noi, e che spesso ci obbligavano a consultare una miriade di siti per riuscire a capire quale fosse l’obiettivo
- Una buona cognizione e fruibilità della storia del gioco stesso, anche senza aver mai letto i libri
CONTRO:
- Primo tra tutti c’è il problema dell’atmosfera, perchè, diciamocelo, l’inglese creava tutt’un clima diverso, e anche la non perfetta conoscenza della lingua originale, aiutava a creare questo alone di “mistero” e di avventura che caratterizza il gameplay
- In secundis, penso che dopo anni di bombardamento di parole in inglese (molte delle quali pensavamo fossero intraducibili in italiano), sarà difficile abituarsi alla loro traduzione, che inevitabilmente suonerà peggio. Alcuni esempi: al posto di “Hunter” bisognerà parlare di Cacciatore, al posto di “Parry” di parata, al posto di “Battle shout” di urlo di battaglia.
- Last but not the least, la volontà della Blizzard di tradurre la parlata dei Troll (che in inglese suona come lo slang Jamaicano) con una dal forte accento partenopeo. Così probabilmente, il classico saluto dei Troll “How ya doin’ mon?” si trasformerà in “Cumme sta, cumbà?”, il che è qualcosa di ripugnante.
Insomma, bisognerà testare di persona prima di giudicare, e come al solito i pro sono affiancati dai contro.
Allego, infine, il sito da cui ho tratto (o meglio il mio amico ha tratto) la notizia: http://vitadigitale.corriere.it/2012/02/24/ora-anche-gli-orchi-parlano-italiano-wow-tradotto/